Il caffè dell’attore

Duemilaquattrocento anni fa, forse più, la consapevole giustificazione dell’attore, del suo mestiere e anche delle sue fatiche.

L’attore: anello di congiunzione tra l’autore e il pubblico.


In questi tempi un po’ sgangherati, o forse è stato sempre così, la poesia, l’illusione teatrale, la letteratura, ci vengono in aiuto ad attender l’alba in una lunga notte tormentata..
.. dopo un giorno trascorso davanti alla postazione supertecnologizzata dell’ufficio…
… o quando semplicemente sei stato solo tutto il giorno e vorresti qualcuno.. o forse quando sei insieme a qualcuno ma ti senti solo,
quando pensi a persone care che sono lontane o altre che non puoi più vedere perché non ci sono più…
e così via dicendo.

Se il gentile pubblico o ascoltatore ha un po’ di pazienza a stare in serena e possibilmente allegra compagnia, mentre lui si prepara il quotidiano caffè in uno dei momenti di vita casalinga dopo il teatro, e sognare con lui quello
che sarebbe stato bello recitare e che non ha mai recitato, o che ha recitato
e che vuole rivivere in compagnia di qualcuno, che non è visibile là sulle poltrone di un teatro, perché lontano chissà dove ma che l’ascolta.

Questo nostro attore immagina che voi siate in auto, o in metropolitana o in vacanza o come lui a gustare un buon caffè al bar o a casa vostra,
impegnato insomma in una comunicazione con qualcuno che a sua volta è impegnato, si spera, ad ascoltarlo.

Lui è lì con la sola sua voce, niente trucco , né parrucco, niente luci di palcoscenico e né costumi di scena, solamente un microfono, dei libri e tanta fantasia, a dire delle parole scritte, di oggi o tramandate… parole
antiche di duemila anni e più, ma sempre ventenni, perchè lui le vuole sempre giovani, parole che non devono invecchiare mai.

Buon ascolto e grazie.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *